Per una sezione della Divisione Centrale del Tribunale Unificato dei Brevetti e #Milano

MITO Technology supporta pienamente la posizione espressa dalla Associazione Internazionale per la Protezione della Proprietà Intellettuale – Gruppo Italiano, in merito alla candidatura di Milano come sede di una sezione della Divisione Centrale del Tribunale Unificato dei Brevetti.

Il Documento di Posizione – scaricabile anche da questo link – così recita:

L’Italia risulta tra i Paesi firmatari dell’accordo istitutivo del Tribunale Unificato dei Brevetti sottoscritto in data 27 febbraio 2013 (in seguito anche Accordo) e successivamente ratificato a seguito dell’entrata in vigore della legge 3 novembre 2016 n. 214.

Detto Accordo, alla data di redazione del presente documento, non è ancora entrato in vigore in ragione dell’art. 89, posto che la Germania, Paese con il maggior numero di brevetti europei nell’anno precedente alla relativa sottoscrizione, non lo ha ancora validamente ratificato1.

Lo strumento di ratifica tedesco è, infatti, stato oggetto di impugnazione avanti alla locale Corte Costituzionale la quale, con decisione resa in data 13 febbraio 2020 e pubblicata in data 20 marzo 2020, ha dichiarato nullo l’atto di ratifica per vizio nella procedura di adozione.

Secondo l’Alta Corte tedesca detto atto non è stato approvato dal Bundestag con la maggioranza dei due terzi richiesta dalla Costituzione (Grundgesetz).
Contestualmente, nel mese di febbraio 2020, il portavoce del primo ministro britannico, Baylee Turner, ha rilasciato ad un organo di stampa la seguente dichiarazione: “I can confirm that the UK will not be seeking involvement in the UP/UPC system. Participating in a court that applies EU law and bound by the CJEU is inconsistent with our aims of becoming an independent self-governing nation.”

La volontà di non partecipare al sistema del Tribunale Unificato dei Brevetti da parte del Regno Unito risulta altresì confermata dalla sottocommissione della Camera dei Lords per la Giustizia dell’Unione Europea che nell’ambito delle Summary of key issues, del 27 marzo u.s. ha riferito: “The UK Government recently informed the industry that it no longer intends for the UK to participate in the Unified Patent Court system”.

Alla luce di quanto sopra, lo Stato membro che dovrà ospitare la sede londinese, nell’eventualità che il recesso dall’Accordo da parte del Regno Unito venga confermato, dovrà essere scelto tra i Paesi con il maggior numero di brevetti europei nell’anno precedente la firma dell’Accordo medesimo, ossia il 2012.

Ebbene, un recente studio, risalente al marzo 2020, del Policy Department for Citizens’ Rights and Constitutional Affairs presso il Parlamento Europeo, ha confermato che il Paese con il maggior numero di brevetti europei nell’anno precedente la firma del Trattato, dopo il Regno Unito, è l’Italia.

In tale documento viene appunto riferito come “once the UK withdrawn from the UPCA, the three Member States with the highest number of European patents in force in 2012 (see Article 89.1 UPCA) would be Germany (414 754), France (336 434) and Italy (190 000)…”.

Ciò nonostante, nell’ambito del documento denominato “Entwurf eines Gesetzes zu dem Übereinkommen vom 19. Februar 2013 über ein Einheitliches Patentgericht”, pubblicato in data 10 giugno 2020, sul sito del Ministero della Giustizia tedesca, si evince la volontà della Germania di proporre quale soluzione all’impasse istituzionale che si verrebbe a creare all’esito del recesso dall’ Accordo da parte del Regno Unito, l’accorpamento, quantomeno temporaneo, delle competenze attribuite alla sezione londinese con la sezione di Monaco e con la sede di Parigi.

Detto documento segue una consultazione, rivolta alle istituzioni ed al mondo associativo nel settore della proprietà industriale avviata, in data 8 giungo 2020 dal Ministero della Giustizia tedesco, con a tema la discussione delle conseguenze della sentenza recentemente emessa dalla Corte Costituzionale tedesca.

A tale proposito questa Associazione ritiene che i rilievi avanzati nel predetto documento non siano in linea con il disposto di cui all’art. 87 dell’Accordo2 e con le funzioni del Comitato Amministrativo ivi indicato, posto che l’accorpamento, con la sede di Parigi e con la sezione di Monaco di Baviera, delle competenze attribuite alla sezione londinese, rappresenterebbe, a tutti gli effetti, una modifica non concordata ed immediata dell’ art. 7 dell’Accordo3 che mal si concilia con le disposizioni di cui alla Convenzione di Vienna del 1969 sul diritto dei trattati.

Invero, Il recesso unilaterale dall’Accordo da parte del Regno Unito, laddove confermato, comporta necessariamente una modifica dello stesso che dovrà essere concordata con tutti gli Stati Membri. Detta modifica dovrà, inoltre, essere in linea con le disposizioni di cui all’art 89 dell’Accordo, secondo l’interpretazione più diffusa4, e, per l’effetto, in ragione del numero di brevetti europei in vigore nel nostro Paese nell’anno 2012, l’Italia è il Paese che dovrebbe essere designato per ospitare la nuova sezione della Divisione Centrale del Tribunale Unificato dei Brevetti.

Alla luce di quanto sopra, come rilevato dalla risoluzione adottata da questa Associazione nel mese di febbraio 2020, l’ubicazione ideale di tale sede, nell’ambito dei confini nazionali, è Milano, che ha una lunga tradizione di capitale economica del Paese, ed anche di capitale italiana dei brevetti, col numero di depositi più alto della penisola e la Sezione Specializzata del Tribunale e della Corte d’Appello che gestisce con estrema competenza gran parte del contenzioso brevettuale ed è per questo ben nota anche all’estero.
Milano, peraltro, già ospita una divisione locale del Tribunale Unificato dei Brevetti, alla stessa stregua di Monaco di Baviera, e garantisce col suo sistema di eccellenza di collegamenti aerei e ferroviari, di trasporti e di accoglienza le condizioni logistiche più favorevoli.

Questa Associazione auspica, pertanto, un celere intervento delle competenti Istituzioni nelle sedi di ragione, affinché le legittime aspettative nazionali trovino il giusto accoglimento.

Milano, lì 11 giugno 2020

 

2020-06-15T22:13:03+00:00 15 / 06 / 2020|News|

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